Mash-up(s) e assonanze

Con l’inizio del nuovo anno si è molto parlato della decadenza del diritto d’autore, almeno per quanto riguarda la letteratura italiana ed estera. Ma siccome in questa sede si parla perlopiù di musica, mi domando a quanti di voi sia capitato di sentire una canzone è di dire “E’ quella!” e invece era tutt’altra. Non è mio intento, né penso sia questa la sede opportuna, per parlare di copie, plagi, assonanze e robe varie, ma quest’oggi volevo soffermarmi sul lato (più o meno) divertente del discorso: i mash-ups.

Un mash-up, letteralmente “poltiglia”, è il termine che si usa per definire quando si mescolano fra loro due o più brani, spesso sovrapponendo la parte vocale di una traccia a quella strumentale di un’altra, con un risultato esilarante.

Le origini dei mash-ups vanno ricercate addirittura negli anni ’50, e nacquero probabilmente con l’idea di sperimentare, mentre ai nostri giorni si è arrivati a creare veri e propri album di sole canzoni mash-ups (ad esempio “Alive 2007” dei Daft Punk, o “The Grey Album” di Danger Mouse in cui vengono sovrapposte parti cantate del “Black Album” di Jay-Z a parti musicali del “White album” dei Beatles).

Frank Zappa fu però il primo, negli anni ’70, a coniare il termine “xenocronia”, con cui dava definizione all’azione di estrarre una parte musicale di un brano per apporlo in uno nuovo.

Gruppi di cover band, spesso definibili con il genere bastard pop/rock, hanno colto l’idea al volo e ne hanno fatto un mestiere, come i pavesi Rad1 (Raduno) e i torinesi Fratelli Sberlicchio per citarne alcuni. Tra i cavalli di battaglia degli Sberlicchio ci sono ad esempio “El Diablo” dei Litfiba “mash-uppata” con “The Beautiful People” di Marylin Manson; “Bella D’Estate” di Mango con “Freestyler” di Bomfunk MC’s e molte altre; mentre dei Rad1 ricordo “Nessun Dolore” di Lucio Battisti con “The Power” nella versione di H-Blockx; “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti con “Balliamo sul mondo” di Ligabue. Vi consiglio caldamente di andare a vedere entrambi dal vivo se vi capita!

Sono invece tantissime le canzoni (plagi o meno che siano) che si somigliano tra di loro. Di alcune mi sono accorta personalmente e altre le ho trovate invece in giro per il web rimanendo perlopiù basita per la nonchalance e faccia tosta di alcuni cantanti.

Il primo che mi salta subito alla mente, è “Nuvole e lenzuola” degli italiani Negramaro che ogni santa volta che inizia sono già lì per cantare “Somebody Told Me” dei Killers che ovviamente non è!! Ma ce n’è per tutti i gusti: Zucchero con la sua “Con le mani” (1987) che ricorda vagamente “You Can Leave Your Hat On” dell’amico Joe Cocker (1986); oppure “Love Don’t Cost A Thing” di Jennifer Lopez (2001) e la meno conosciuta ma precedente “It I Told You That” di Whitney Houston feat. George Michael (1998); la lampante “Pretty Fly (For A White Guy)” degli Offspring (1998) e “Cosa Vuoi Da Me” di Vasco Rossi (2004); “Non Ti Scordar Mai Di Me” di Giusy Ferreri (2008) che avrei detto fosse più somigliante a qualche brano di Amy Winehouse, piuttosto che a “Coming Home” degli Alter Bridge (2008); “Wonderful Life” di Black (1987) e “Toxicity” dei System Of A Down; “Love song” di Sara Bareilles (2007) e”Haven’t met you yet” di Michael Bublè (2009); la perlopiù sconosciuta “Love At First” di Joe Yellow (1985) e “Hanno Ucciso L’Uomo Ragno” degli 883 (1992); “Bed Of Roses” dei Bon Jovi (1993) e “Certe Notti” di Ligabue (1995); “Still Waiting” dei Sum 41 (2002) con “Almeno Stavolta” di Nek (2003) e tante altre citabili *versioni*; “Bitter Sweet Symphony” dei The Verve (1997), il cui giro che si ripete non è altro che il campionamento di una parte di “The Last Time” dei Rolling Stones suonata dalla The Andrew Oldham Orchestra (1965): “Taurus” degli Spirits (1968) e “Stairway To Heaven” dei Led Zeppelin (1971); il lampante “Taj Mahal” di Jorge Ben (1972) e “Da Ya Think I’m Sexy?” di Rod Stewart (1978); “Did You Ever Think” di R. Kelly (1998) e “Xdono” di Tiziano Ferro (2001); “Young Girls” dei Collage (1983) e “Uptown Funk” di Mark Ronson & Bruno Mars (2014). Non parliamo poi di “Andiamo a comandare” di Rovazzi (2016) che è la copia di “Near Me” di R3hab & BURNS (2016) addirittura per quanto riguarda il video dove una bimba balla in metro con le medesime movenze da cui Rovazzi ha preso spunto per il famoso “balletto”. E concluderei l’elenco citando i miei amatissimi Muse, che negli ultimi anni ho notato cogliere un po’ qua un po’ là, con “Something Human” (2018) di palese somiglianza con “Every Breath You Take” dei Police (1983).

Insomma l’elenco sarebbe infinito, ve lo posso assicurare, e tramite il web è possibile compararle praticamente tutte e giudicare da sé. Il mio però non vuole assolutamente essere un articolo di critica, ma semplicemente una constatazione del fatto che come dice qualcuno ” le note sono sempre 7″ ed è veramente incredibile quanto a volte la stessa ispirazione venga a due persone contemporaneamente, più o meno lontane geograficamente o temporalmente. O meglio a volte accade così, altre volte forse quel motivetto entrato in testa che ci sembrava tanto originale, alla fine non lo era poi così tanto. Buon ascolto a tutti!

 

 

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