Mi è capitato di vedere facce inorridite al nominare il termine “metallaro” da persone che a mio giudizio nemmeno sanno di chi si stia parlando. Ovviamente erano persone che ascoltano musica di genere completamente diverso. Cominciamo a chiarire un concetto: la definizione di metallaro è talmente ampia che include amanti di decine di generi diversi. Anche chi ascolta “semplice” musica rock si definisce metallaro, perchè si ritiene parte di un grande meraviglioso mondo.
Per informazione comune il metal/rock include i seguenti sottogeneri:
- progressive metal
- alternative metal
- avant-garde metal
- black metal
- blues rock
- britpop
- christian metal
- crossover
- death metal
- deathcore
- djent
- doom metal
- proto doom
- emocore
- epic metal
- folk metal
- funk metal
- garage rock
- glam rock
- goregrind
- gothic metal
- grindcore
- groove metal
- grunge
- melodic metalcore
- hair metal
- heavy metal
- Indie rock
- industrial metal
- j-gothic
- jazz rock
- latin metal
- metalcore
- neoclassic metal
- nu metal
- pop rock
- post britpop
- post grunge
- post hardcore
- power metal
- proto-metal
- psychedelic rock
- punk rock
- rap-metal
- rock elettronico
- sleace metal
- sludge metal
- surf music
- symphonic black metal
- symphonic metal
- thrash metal
- unblack metal
- viking metal
- visual kei
- west coast rock
Se non vi siete scocciati di leggere l’elenco a metà, avrete notato quante sfaccettature ci siano nella sola definizione “metal”. Ogni “seguace” di genere ha le proprie caratteristiche, ma in comune hanno tutti l’amore per la musica. Esteticamente il metallaro può avere capelli lunghi, corti, a spazzola, la cresta, rasato; può avere piercing, tatuaggi oppure nessuno dei due; può vestire sempre di nero, di pizzo, di pelle, con borchie, orecchini oppure no. Il metallaro non ha bisogno di essere etichettato per sentirsi bene con se stesso. Il metallaro non ha bisogno di bere birra, drogarsi, ubriacarsi. Può farlo oppure no. Ma una cosa comune è che quando parte la “sua” musica non riesce a tenere a freno la testa e la deve scuotere (headbanging), deve alzare le corna al cielo per manifestare il suo amore per ciò che ascolta. Può pogare, moshare, saltare liberamente e tutto ciò perché la musica che ascolta fa parte di lui, la sente dentro. Non si muove per farsi vedere, non si atteggia per farsi vedere, non si omologa a colui con cui esce. Lui è fuori dal coro. Il metallaro è se stesso.
Mi è capitato di recente di vedere un documentario su Wacken Open Air (W:O:A), credo il più grande festival metal del mondo (ma è necessario citare anche Rock Am Ring, Hellfest, Sziget, Rock in Rio e tanti altri), che dal 1990 ha luogo ogni anno ad agosto a circa 70 km da Amburgo, in Germania. 75000 giovani di ogni nazionalità, provenienti dalle più disparate parti del mondo, accomunati dal desiderio di divertirsi per tre giorni davanti ai loro gruppi preferiti in compagnia di migliaia di persone con la stessa passione. Ogni anno dal 2002 il festival registra il tutto esaurito e addirittura i biglietti per il festival dell’anno successivo vengono venduti in loco e terminano ancora prima della fine dei tre giorni (fonte Wikipedia). I gruppi che si susseguono sui palchi spaziano tra i generi sopra citati e ce n’è per tutti i gusti. Ognuno si organizza dormendo in auto, nelle tende, in camper. Non accadono incidenti, nessuno si fa male, tutti si divertono ed è meraviglioso vedere la solidarietà e l’allegria che accomuna perfetti sconosciuti.
Il metallaro è rispettoso degli altri e, per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso tranquillamente asserire che è la persona più buona del mondo, altruista, insomma di “sani principi” se così possiamo definirla. Non è il delinquente, satanista, assassino, profanatore di tombe, “puzzone” e qualsiasi altra credenza popolare si sia data in passato. Puoi essere tutto ciò che se non sei un metallaro, anzi.
E il metallaro ama talmente tanto la musica che ascolta da volerla riprodurre. Infatti la maggior parte dei ragazzi che desiderano suonare uno strumento musicale ha trovato nella musica rock/metal la miccia che li ha fatti innamorare. Eccezione la fanno gli amanti della musica classica credo, mentre ho notato che gli “altri” adolescenti di oggi difficilmente provano amore per uno strumento.
Non ti sentirai mai solo tra i metallari. Sentirai di far parte di una grande famiglia, anche quando non conosci nessuno. Nella mia vita ho frequentato le discoteche da adolescente, ma per mia fortuna sono figlia degli anni ’80 e soprattutto sorella di un’adolescente degli anni ’80 che mi ha permesso di ascoltare il rock quando era la musica che passava in radio e in tv. Quando era pop(olare). La volta in cui all’ennesima serata in disco mi sono sentita fuori posto ho capito che era altra la musica che mi emozionava, che mi faceva pensare con la mia testa, che mi faceva stare bene.
Sono fiera di essere metallara e di far ascoltare a mio figlio le basi del rock. Sentirà sempre ciò che propina la radio, frequenterà sempre compagni di classe o di gioco che ascolteranno musica differente e sono certa che, per spirito di omologazione, capiterà di ascoltare tutt’altro. Ma le basi sono importanti. E sono certa che riuscirà a trovare chi come lui già ama la musica che ascoltano mamma e papà. Per adesso sono felice di farlo crescere con attorno tanti metallari, nonché le persone migliori del mondo, e mi godo con orgoglio il suo desiderio di suonare la batteria e di vedere i Kiss dal vivo.
Ai posteri l’ardua sentenza. Rock’n’roll!


Che bell’articolo! Proprio gioiso. Concordo totalmente su ogni punto, tranne sulla lista, che se vogliamo essere pignoli sarebbe lunga il doppio, ma hai reso perfettamente l’idea
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Ti ringrazio 😉 lo so, per la lista hai perfettamente ragione e aspettavo che qualcuno mi “correggesse”, ma ho dovuto zippare l’elenco per evitare di annoiare il lettore medio. Felice di essere riuscita nell’intento di rendere l’idea ai profani del genere 😉 Grazie per il commento!
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Ah ma figurati. Ovvio che per noi consapevoli le sfaccettature sono prossime all’infinità, ma va bene lo stesso dai. Per quanto riguarda il commento… figurati
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