Quest’anno, nel mese di agosto, cadeva il 50esimo anniversario di quello che viene e verrà sempre ricordato come IL Festival per eccellenza: Woodstock 1969.
Il concerto si svolse a Bethel, nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto 1969 e radunò 400mila persone, anche se in realtà ne furono stimate 1 milione. Stiamo parlando degli Stati Uniti d’America, dove le infinite strade statali e un pollice alzato per fare l’autostop, permisero a giovani di ogni parte del paese di riunirsi, con o senza biglietto.
In quegli anni, gli USA erano nel pieno della Guerra in Vietnam. Una sorta di miccia si era accesa nei giovani dell’epoca che, anche grazie alle canzoni che fecero da colonna sonora in quei giorni, manifestavano il loro desiderio di pace, di cambiare quel mondo in cui lo Stato imponeva di arruolarts, andare lontano dalla propria famiglia, per uccidere altre famiglie di perfetti sconosciuti (50 anni sono passati, ma la “macchina della guerra” continua a mietere le sue vittime sia tra i soldati che tra i civili del luogo prescelto. ndr).
Erano gli anni dei figli dei fiori (hippies), del “fate l’amore, non fate la guerra”, dell’uso spropositato di LSD, di rock psichedelico, dell’amore libero, del disinibismo. Quando ci si accorse che l’evento avrebbe attirato più gente del previsto (i biglietti venduti in prevendita furono “solo” 186.000), gli organizzatori decisero di renderlo totalmente gratuito e ad accesso libero.
Sul palco in quei giorni salirono gruppi e cantanti del calibro di Janis Joplin, Santana, The Who, Joe Cocker, Jimi Hendrix, solo per citarne alcuni, mentre ebbero contrattempi o rifiutarono i Rolling Stones, Bob Dylan, i Beatles, i Doors, Jethro Tull, Frank Zappa, Chuck Berry e altri ancora. La fortuna dei posteri è che furono fatte riprese video e audio che danno testimonianza della bellezza e unicità di quello straordinario evento.
Ancora oggi è considerato il più grande e spettacolare festival di sempre, non solo per l’affluenza di pubblico, della line up ineguagliabile, ma forse perché svoltò le menti e aprì i cuori, fu simbolo di rinascita e la musica rock non poteva che acuire il desiderio di libertà e rinnovamento.
Un concerto del genere rimarrà nella storia e sfido chiunque ad aver desiderato almeno una volta di potervi essere stato presente.
“Se ci ispirassimo a loro potremmo superare quelle avversità che sono i problemi attuali dell’America, nella speranza di un futuro più luminoso e pacifico…”. (Max Yasgur)
